Cos'è il 3DML?
Se sei un programmatore in html, avrai senz'altro visto in giro per la rete dei piccoli programmi in java che utilizzavano effetti 3D. Lo svantaggio di tali Java è che sono molto difficili da programmare (e se non conosci bene la programmazione in Java, non potrai fare altro che rimanere a bocca aperta e magari con un po' d'invidia), occupano molto spazio, non sono molto personalizzabili, insomma, sono decisamente poco maneggevoli.
Il vantaggio del 3DML è che con questo linguaggio di programmazione, ispirato all'HTML, che di per sè è molto facile da imparare, puoi costruire veri e propri ambienti in 3D navigabili ed interattivi, che puoi utilizzare in migliaia di modi.
Il 3DML è un linguaggio di programmazione interpretato, a differenza del Java, che è invece compilato: un documento 3DML non è altro che un file di testo (txt) rinominato (come l'html, del resto), e sarà poi il plugin "Flatland Rover" ad eseguire l'operazione che solitamente per l'HTML viene esegiuto direttamente dal browser (per esempio Explorer o Netscape). Rover non fa altro che prendere il tuo file 3dml, che abbiamo detto essere in realtà un normale file di testo, e interpretarlo in modo da mostrare il risultato nella finestra del browser. Dal momento che il 3DML non viene compilato, l'eventuale presenza di errori può venire rilevata solo al momento dell'esecuzione del file, attraverso il tag <DEBUG/>. Ma di questo parleremo più avanti.

Il 3DML è un linguaggio di programmazione ad oggetti: ciò significa, in parole povere, che esso utilizza dei veri e propri oggetti esterni per creare gli ambienti in 3D, chiamati in inglese "spot". Gli oggetti di cui si serve il 3DML sono di due tipi:
- i files di immagine (gif e jpg), sonori (wav) o, in generale, i files definiti "streaming media" (ra, ram, mov, mpeg, mp3, ecc)
- i blocks, cioè i blocchi, che sono i veri e propri "oggetti in 3d", come i mattoncini del Lego, che devi sovrapporre e accostare in una speciale mappa di simboli. Ma anche di questo parleremo più avanti.I blocchi sono suddivisi in vari set, chiamati appunto "blocksets".
Fino al 13 marzo del 2000, i blocksets non erano personalizzabili: potevano essere utilizzati solo quelli forniti da Flatland (che comunque erano molti e abbastanza ben assortiti). Poi Flatland ha deciso di dare agli utenti la possibilità di definire nuovi blocchi e nuovi sets.
I blocksets sono files .zip rinominati in .bset, contenenti immagini (textures), suoni, e files .txt rinominati in .block, che contengono la struttura del blocco vero e proprio.

In questo sito troverai due tutorials: ti consiglio di partire dal primo, che riguarda la creazione di spots sfruttando i set di blocchi già esistenti. Quando ti sarai impratichito con quest'arte (e mediamente non ci vuole più di un paio di giorni per imparare quasi tutto), potrai passare al secondo, che riguarda invece la creazione di blocks e blocksets personalizzati.

Ora scegli cosa fare:
- Segui il tutorial sulla creazione di spots (Scarica il tutorial in versione zippata, 849 kb)
- Segui il tutorial per la creazione di blocks e blocksets (Scarica il tutorial in versione zippata)
 

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